“E fu subito regime”

Riflessioni sull’avvento Regime fascista ispirate dal saggio “E fu subito regime” di Emilio Gentile.

Per alcuni la Marcia su Roma è stata “un’opera buffa” (Salvemini), una “goffa kermesse” (Repaci), una “poco più che una trascurabile adunata di utili idioti” (Sassoon). Eppure, per quanto confusa ideologicamente, quella turba caotica di reduci, di scapestrati, scalmanati, esagitati, sbandati e balordi ha inciso nella storia d’Italia in modo inequivocabile. Forse furono queste sottovalutazioni ad agevolare la presa del potere e il successivo controllo.

Tanta è stata la produzione degli storici per comprendere come un Paese avviato verso una timida modernizzazione grazie alle riforme giolittiane si sia gettato, con pochissime eccezioni, nelle braccia di un caloroso ex socialista romagnolo. Alle indubbie capacità di Mussolini, vanno aggiunte le tante corresponsabilità. La fragilità intrinseca delle Istituzioni nate dal Risorgimento e scarsamente riconosciute dagli italiani, la connivenza della Chiesa, dei grandi gruppi industriali, la Monarchia, la sottovalutazione dei Liberali, le divisioni a Sinistra e il comportamento dei socialisti verso i reduci della Grande Guerra. La guerra, una cesura in tutta la storia europea, che ha falcidiato il continente creando generazioni di mutilati e sbandati che a stento riuscirono a reinserirsi e che costituiscono una delle basi elettorali del fascismo movimento e che difficilmente abbandonarono la violenza. Come notò un ispettore di sicurezza nel ’21 “I cittadini non hanno ancora disarmato”.

Un regime – importante rimarcare la differenza con il fascismo movimento – ha una doppia faccia, è irrimediabilmente contraddittorio: innovativo e arcaico al tempo stesso. Prima persegue una linea economica liberista con De Stefani e poi vira sull’autarchia. Modernizzatore nei metodi di comunicazione perché inventa la politica di massa e piega i nuovi media alla propaganda. Nell’arte fu sì vigile, attendo a incentivare un’estetica del Regime ma non senza togliere spazi al dibattito tra le correnti e le Avanguardie. In tal senso fu illuminante la mostra “Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo” a Palazzo Strozzi che mise in luce la grande produzione artistica del periodo e una prima fioritura del design e della pubblicità. 

Il lavoro di storici come Giampaolo Pansa, Emilio Gentile, Renzo De Felice, unitamente agli scritti di Gramsci e Croce, ha permesso di far luce su aspetti noti e meno noti del Regime. Nel testo “E fu subito regime” (2014) di Gentile bene si evidenzia come in pochissimo tempo questi “zingari della politica” siano riusciti a sorprendere un sistema politico. La considerazione più significativa che ne emerge è come una forza caotica nelle idee ma miliziana nelle azioni possa con relativa facilità insinuarsi nei vuoti di potere che sono essenzialmente vuoti politici.

Un buon 25 aprile a tutti, con l’augurio che quanto scritto sia da stimolo per riflessioni e analisi anche sull’attualità.

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