Le imprese davanti alla grande crisi

Il Coronavirus mette in crisi settori fiorenti fino a poco fa e ne fa emergere altri, come quello del digitale. Reazioni e commenti dalle imprese.

È la fine del mondo di ieri e paradossalmente l’inizio di un mondo nuovo. La propagazione del Coronavirus segna una netta cesura rispetto ad uno stile di vita. Una cesura persino nel mondo del lavoro. Tra un mondo del lavoro ancora troppo materiale e un lavoro che si avvia prepotentemente alla smaterializzazione. Il tutto porta nuovi dubbi, nuove sfide ma anche nuove opportunità e chiama ognuno ad un salto in avanti. Spunti e riflessioni per capire il momento provengono innanzitutto da chi dà lavoro, da chi ogni giorni deve stare al passo con il mondo che cambia: le imprese. Sono le prime ad essere colpite ma sono le prime ad escogitare modi per sopravvivere e talvolta per migliorarsi.

Secondo Claudio Tasselli, Sezione Territoriale Fiorentina Nord di Confindustria Firenze ci sono nelle aziende fiorentine alcuni segnali di reazione. “È chiaro che vi sono aree merceologiche più colpite di altre ma non parlerei di settori bensì di Imprese che possono rispondere meglio all’emergenza in quanto notiamo che a parità di settore ci sono realtà che reagiscono più efficacemente di altre” sostiene Tasselli. “Sono quelle Imprese che hanno lavorato bene nel passato valutando i rischi del loro business e che si sono attrezzate ad affrontarli anche se certamente nessuna era preparata a questo tipo di rischio. Lei mi chiede in che modo cambierà il lavoro. Una risposta definitiva non so dargliela. So che certamente cambierà e anche in modo molto significativo. Dovremo riflettere molto, progettare nuove strade, modificare gli approcci. Penso anche che dovremo dare nuove priorità rendendosi sempre più consapevoli che un’Impresa è un soggetto che crea e distribuisce Valore e non solo economico”. Su OK!Firenze l’intervista completa del presidente.

Da sempre attento all’innovazione, Enrico Bocci, vicepresidente di Confindustria Firenze e amministratore di Sdipi Sistemi srl, vede in questo momento difficile l’opportunità per un passaggio completo al digitale. A ToscanaNews Enrico Bocci, fratello di Ubaldo, ha dichiarato: “(…) Siamo in ritardo sul commercio elettronico. I grandi delle consegne a domicilio non riescono a consegnare tutto perché privilegiano certi tipi di prodotti. Se il commerciante di vicinato fosse preparato prenderebbe ordini e continuerebbe a lavorare”. Anche il mercato del lavoro dovrà evolvere. “Può darsi che cambieranno anche i rapporti di lavoro. Le grandi aziende già ricorrevano ampiamente a questi strumenti. Hai idea di quanto tempo si risparmia facendo una call rispetto ad oggi quando serve tantissimo per fissare un appuntamento e convocare tutti? Certo, ci vuole anche una cultura nel motivare, nel lavorare per obiettivi. Anche il management deve cambiare mentalità. Si parla inoltre dell’utilizzo dei big data durante l’emergenza Covid ma questi si possono utilizzare anche in tempi non emergenziali. Per i flussi turistici, per il traffico per esempio. Con il 5G tutte queste attività sono possibili. Ricordiamo però che siamo ancora indietro: molte aziende, anche della nostra Regione, non riescono ad accedere alla banda larga”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.