Corea del Nord, intervista a Martini

Jean-Claude Martini (delegato Associazione di amicizia Italia-Corea del Nord): “Il mio interesse per la Corea del Nord nasce dal video musicale “Nessuna patria senza di te”. Trump? Lui non vorrebbe la guerra ma è circondato di falchi”.

Ha solo 23 anni, Jean-Claude Martini, fiorentino ma ha scelto di impegnarsi attivamente in un settore delicato e decisivo. Dal 2018 è delegato Associazione di amicizia Italia-Corea del Nord. L’associazione è impegnata nel diffondere la conoscenza della Corea e a favorire lo scambio tra i due paesi. Rinata nel 2018 dalle ceneri di una preesistente, creata dal PCI decenni addietro, raccoglie da tutta Italia oltre 300 iscritti. Nel 2015 Jean-Claude ha visitato la Corea del Nord. La sua conoscenza diretta del Paese diventa preziosa per capirlo, soprattutto dopo le vicissitudini degli ultimi anni. Queste le sue riflessioni.

Da dove nasce il tuo interesse per la Corea del Nord? “Nel 2010, da un video musicale, ‘Nessuna patria senza di te’ dedicato a Kim Jong Il che allora era ancora vivo. Era un brano molto popolare. Decisi quindi di approfondire la mia conoscenza della Corea del Nord di cui si sapevo poco e in quel modo entrai in contatto con l’Associazione”.

Italia e Corea: da quando esistono delle stabili relazioni? Come si sono modificate nel tempo? “Le relazioni tra i due paesi hanno avuto uno sviluppo discontinuo nel tempo. In origine fu il PCI a stabilire e gestire i rapporti con la RPDC. Voglio ricordare che in quegli anni il PCI arrivò a concedere la cittadinanza onoraria di Sarzana (ritirata di recente) a Kim Il Sung. C’è poi una brusca interruzione all’inizio degli anni ’80. I rapporti riprendono a inizio del 2000: l’Italia fu il primo paese del G7 ad instaurare relazioni ufficiali con la RPDC. Da parte degli italiani c’è molto interesse verso la Corea. È un Paese attrattivo per gli investimenti e ci sono diversi progetti di sviluppo economico in cantiere. Da parte degli imprenditori italiani ho molte richieste in alcuni settori, in particolar modo edilizia e know-how. Il maggiore ostacolo alle relazioni commerciali sono le sanzioni, soprattutto gli ultimi tre pacchetti (2016 e 2017) che si avvicinano molto ad un vero e proprio blocco commerciale”.

Come giudichi l’azione di Trump? “Trump si è mosso bene. Il problema però non è Trump in sé: lui ha costruito un ottimo rapporto personale con Kim. Le vere minacce covano in quell’apparato militare-industriale che sta dietro il presidente. Trump è fondamentalmente estraneo a questo sistema e non è un caso che sia stato sottoposto ad un pesante fuoco incrociato da parte di pezzi del partito Repubblicano che di quell’apparato fanno parte, il che non significa, però, che sia esente da responsabilità. Lui probabilmente non vorrebbe lo stato di guerra ma è circondato da falchi di tutt’altro avviso”.

Jean-Claude Martini in visita alla Corea del Nord
Jean-Claude Martini in visita alla Corea del Nord

Il tuo viaggio in Corea del Nord. “Sono stato nella RPD di Corea dal 21 al 27 agosto 2015, soggiornando nelle città di Pyongyang (capitale) e Nampo. Ero accompagnato da due ragazzi, la guida (una ragazza di nome Pak Song Mi) che parlava perfettamente spagnolo e l’interprete che studiava italiano da autodidatta (un ragazzo, Yu Hwan Il), di pochi anni più grandi di me. Ho girato diverse zone, dal centro della capitale al monte Myohyang passando per la comune modello di Chongsan-ri in campagna, fino alla Barriera sul Mar Occidentale costruita tra il 1981 e il 1986 nella città di Nampo. Ho visto diversi monumenti e luoghi d’interesse come la Grande Biblioteca del Popolo che dà sulla piazza centrale della capitale, il Museo centrale di storia coreana, il Palazzo del Sole che ospita le salme imbalsamate dei due dirigenti Kim Il Sung e Kim Jong Il, la Torre del Juche che celebra l’ideologia guida del Partito del Lavoro di Corea, la Mostra Internazionale dell’Amicizia in cui sono esposte le migliaia di regali che nei decenni varie personalità del mondo hanno donato ai dirigenti supremi coreani, il Museo dei francobolli, l’ingresso del Koryo Hotel (il più famoso albergo di Pyongyang) oltre al Cimitero dei Martiri Rivoluzionari e, naturalmente, alla collina Mansu dove ho reso omaggio alle gigantesche statue di Kim Il Sung e Kim Jong Il che dominano tutta la visuale di Pyongyang. In tutto ciò non ho visto un solo povero, un solo accattone, nessun ubriacone o drogato, nessuna prostituta e nessuna scena di degrado in alcuna delle due città che ho visitato. Tutti erano intenti a fare qualcosa, senza che mancasse tempo per giocare, rilassarsi o divertirsi. La gente che ho incrociato si caratterizzava tutta per sguardi spensierati e sorridenti, come di chi non deve preoccuparsi del domani; lo Stato, del resto, si preoccupa di garantire a tutti i cittadini i servizi essenziali come l’abitazione, l’assistenza sanitaria, lo studio (che sono infatti gratuiti) e il lavoro. La Repubblica Popolare Democratica di Corea è peraltro l’unico paese del mondo privo di tasse, essendo stato abolito il sistema di tassazione nel 1974. Mi è molto dispiaciuto aver lasciato il paese e cerco opportunità di tornarci sin da quando ho rimesso piede in Italia: penso infatti che possa insegnarci molto su un piano di civiltà, stabilità e benessere a cui nel nostro paese ci stiamo sfortunatamente disabituando”.

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