Cultura, il laboratorio che mancava

Alle “sardine” il Centrodestra risponde con una fioritura culturale inedita. Associazioni, centri studi, fondazioni che elaborano quella cultura indispensabile per costruire un’agenda programmatica del Centrodestra.

Dimostrazione lampante che la cultura non è affatto un patrimonio esclusivo della Sinistra.

Da mesi, ormai, è in atto un’opera di delegittimazione culturale e mediatica nei confronti del Centrodestra. Fascisti, xenofobi, razzisti, sessisti, omofobi. Il campionario di epiteti poco onorevoli riservati agli esponenti e ai sostenitori di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si arricchisce di giorno in giorno.

Il tentativo – da parte di quelli si scagliano contro gli odiatori del web e poi finiscono puntualmente per imitarli e diventarne parte – è evidente. Mistificare, ridicolizzare e minimizzare la portata del messaggio politico di un’area elettorale sempre più maggioritaria nel Paese.

Eppure, a differenza di quanto vuol far credere la propaganda dell’intellighenzia, quest’area vive un fermento intellettuale forse inedito nella sua storia, a dimostrazione che la cultura non è proprietà esclusiva della sinistra.

Dietro l’etichetta – spesso abusata – di sovranisti ha preso forma, in verità, una rete sempre più vasta di associazioni, fondazioni, centri studi e movimenti in costante comunicazione e dialogo tra loro.

La politica italiana vive un momento particolare: l’anno scorso si è verificato un risultato elettorale che ha letteralmente cambiato il volto del Parlamento, mentre quest’anno una nuova, piccola rivoluzione sembra aver ristabilito antichi equilibri.

Tuttavia molto è cambiato, ad iniziare proprio dal Centrodestra che ha spostato il proprio baricentro verso le forze “sovraniste”. In verità la sintesi programmatica tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non sembra così facile da raggiungere: ma è proprio per questo che lì dove gli “sherpa” e i mediatori tradizionali trovano ancora difficoltà i tavoli culturali possono creare, spontaneamente, rinnovati legami.

E diventare dei laboratori di elaborazione intellettuale e di divulgazione in grado di scrivere l’agenda di una piattaforma politica del centrodestra aggiornata alle richieste della contemporaneità e che ambisca a governare autorevolmente il Paese.

Uno di questi laboratori – anzi, forse il principale – è senza dubbio Nazione Futura, animata dall’instancabile Francesco Giubilei, che negli ultimi due anni ha creato una rete culturale in grado di riunire varie anime provenienti dalla società civile – e non solo – ascrivibili al pensiero conservatore, liberale classico e sovranista.

Nazione Futura può già contare su più di quaranta circoli territoriali in tutta Italia – in Toscana sono attivi i circoli di Firenze e Fucecchio –, su di una rivista trimestrale cartacea e sulle numerose pubblicazioni della case editrici Historica e Giubilei Regnani. Inoltre, interviene regolarmente nel dibattito mediatico locale e nazionale.

Sabato 16 novembre, presso l’Hotel Savoy di Roma, si è svolta quella che potrebbe essere considerata come la prima grande convention nazionale di Nazione Futura, “L’Italia dei Conservatori”. Un vero successo, con centinaia di persone giunte da tutta Italia per ascoltare importanti ospiti nazionali e internazionali.

L’intervento di Lorenzo Somigli a L’Italia dei Conservatori.

Al chiasso inconcludente delle piazze social della sinistra – piazze, è bene ricordarlo, sempre convocate contro qualcuno e mai per un obiettivo programmatico comune – va opposta la vivacità culturale di proposte, libri ed eventi nei quali non ci sono “sardine”, ma persone preparate che vogliono contribuire concretamente a iniettare nella politica italiana dosi massicce di competenza, buon senso e spirito di condivisione.

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