L’Italia dei Conservatori, parla Somigli

All’evento “L’Italia dei Conservatori” ha partecipato anche Lorenzo Somigli. Intervento dedicato al Centro Italia e alla Toscana.

Lorenzo Somigli ha parlato all’evento “L’Italia dei Conservatori”, organizzato da Nazione Futura. Questo il suo intervento sul Centro Italia e sul turismo.

“Buongiorno amici e grazie per essere qui. Un ringraziamento speciale a Francesco Giubilei per aver costruito anche oggi un evento, L’Italia dei Conservatori, di successo e negli anni un progetto di cui avevamo bisogno”.

Il circolo culturale di Nazione Futura è attivo a Firenze da luglio 2018. In quasi un anno e mezzo di attività sono state sette le iniziative proposte. Con buon riscontro da parte del pubblico fiorentino. Ospiti che parleranno come Marco Gervasoni. Possiamo inoltre essere soddisfatti perché a Fucecchio, realtà molto importante della provincia siamo riusciti a inaugurare un nuovo circolo guidato dall’amico Fabio Calugi.

Finalmente si parla del Centro. C’è il Nord, c’è il Sud, il Centro sparisce sempre. Nella narrazione dei media non appare mai. Si tratta invece di una realtà ricca, sfaccettata e con problematiche.

L’economia del Centro, a dati Istat del 2017, è cresciuta dello 0,9%. La metà del Nord e meno del Sud. Guardando alla Toscana c’è un problema natalità. Soltanto negli ultimi cinque anni, tra il 2012 e il 2017, sono scese in Toscana da 31 mila a 26 mila, perdendo 5 mila nascite. Per non parlare delle infrastrutture ferme al palo. Cito come esempi quello della TAV e dell’Aeroporto di Firenze.

Non ho certo intenzione di delineare un quadro a tinte fosche ma voglio che si prenda atto che i problemi esistono. E che meritano spazio e attenzione. Disponibile dunque a sviluppare un lavoro culturale sul Centro, di approfondimento se gli amici di Nazione Futura vorranno.

Bene anche che si voglia trattare in una prospettiva critica del tema turismo. Per le città d’arte attirare il turismo è naturale. Dobbiamo però prendere coscienza che il turismo di massa esercita una pressione sempre più difficile da gestire. I residenti abbandonano il centro, esplodono gli affitti, le attività tradizionali vengono sostituite da nuove, pensate per i turisti. Un copione visto a Roma, Venezia, Firenze: il centro storico muta per venire incontro alle nuove esigenze.

A Firenze, nel quartiere dell’Oltrarno, quello a vocazione artigiana per eccellenza, come riporta il Corriere Fiorentino, le botteghe si sono dimezzate in dieci anni. Una riduzione delle attività che comporta la contestuale sparizione di alcuni mestieri.

La sfida è riuscire ad attrarre un turismo che non sia di massa. Penso che sia stato fatto un errore fino ad oggi. Dalla politica come dai cittadini stessi. Abbiamo pensato con prodotti scadenti e spesso nemmeno realizzati in loco di abbindolare i turisti. Non ha funzionato.

La sfida è, far sì che gli autoctoni prima comprino e siano convinti della bellezza di un dato prodotto che diventa così tipico e piace anche agli altri. Quindi serve l’artigianato di qualità e serve attivare intorno a questo un circuito.

“Se girate le strade di questa città non vedete altro che alberghi, pensioni, case e camere ammobiliate, caffè per stranieri, uffici per stranieri, stanze per il thè, negozi di antiquari e di rigattieri. Tutta la città un giorno o l’altro si potrà chiuder dentro da un muro e farne un gran museo col biglietto d’ingresso di cento lire”.

Un passaggio di quanto disse Giovanni Papini ad una serata futurista. Era il 1913 ed è tremendamente attuale. Non vorrei che questa profezia si avverasse”.

L’evento “L’Italia dei Conservatori” ha visto la partecipazione di ospiti nazionali e internazionali. Oltre al già citato Marco Gervasoni, tra questi Marcello De Angelis, Corrado Ocone, Lorenzo Castellani, Mario Alvino Fantini, Marcello Veneziani. Nazione Futura si conferma un laboratorio culturale indispensabile.

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