Elezioni Umbria 2019: è solo l’inizio

Elezioni regionali in Umbria: dilaga il Centrodestra, cade una roccaforte storica della Sinistra. Gli elettori puniscono i giallorossi alla prima occasione utile.

Il risultato delle elezioni regionali in Umbria è arrivato. Fragoroso e cristallino. Inutile appellarsi alle solite frasi di circostanza. Le consultazioni regionali, ormai da anni, svolgono una funzione simile a quelle di mid-term negli Stati Uniti. In sostanza, oltre ad essere un giudizio sulla bontà dell’amministrazione locale, sono un termometro che misura la temperatura del governo nazionale. E, molto spesso, ne hanno deciso le sorti.

Inutile, dunque, pensare di ridurre il duello fra Donatella Tesei e Vincenzo Bianconi ad una mera contesa regionale; ancor più dopo la calata perugina di pressoché tutti i leader nazionali di maggioranza e opposizione – ad eccezione di Matteo Renzi, che tatticamente ha nascosto Italia Viva ai riflettori.

Donatella Tesei e il centrodestra hanno vinto nettamente, con più di 20 punti percentuali. E il termometro segna febbre alta a Palazzo Chigi. È un risultato figlio di due fattori.

Il primo, appunto, nazionale. La rivoluzione d’agosto, che ancora una volta ha portato la sinistra a governare il Paese senza passare per le urne (per approfondire), è stata severamente punita alla prima occasione utile. Conte, Di Maio, Zingaretti credevano di aver trovato la formula magica per battere il centro-destra. La voglia di mantenere le poltrone spesso acceca.

La politica non è mai stata, e non sarà mai, un gioco a somma zero. La scelta apparentemente vincente di unire i voti del Partito Democratico con quelli del Movimento 5 Stelle si è rivelata una débâcle. Il patto civico partito da Roma rischia di essere già arrivato al capolinea, e sembra in discussione la possibilità di replicarlo anche nelle prossime, decisive elezioni regionali.

Il secondo fattore, che non si può certo ignorare, è prettamente regionale. Il distacco siderale tra Tesei e Bianconi è conseguenza naturale della mala-amministrazione che ha portato ai noti scandali che hanno colpito la sanità umbra. Da questa prospettiva, l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle assume ancor di più i contorni della farsa: la giunta regionale del PD era stata sfiduciata anche dai consiglieri grillini. Insomma, difficile fare peggio di così, sia a livello amministrativo che comunicativo.

Anche in Toscana la sanità mostra delle crepe.

L’auspicio è che l’Umbria sia solo la prima tappa di una riscossa del centrodestra che, ancora una volta, mostra di essere pressoché imbattibile quando si presenta unito, senza polemiche e senza inutili divisioni interne. Le prossime sfide, in Calabria e in Emilia-Romagna, saranno molto più difficili rispetto all’Umbria.

Espugnare l’Emilia-Romagna sarebbe quasi un colpo mortale per questo governo abusivo. Senza dimenticare, ovviamente, che in primavera anche la Toscana si recherà alle urne per le elezioni regionali. Un obiettivo solo in apparenza proibitivo.

Potrà diventare realtà se tutte le forze del centrodestra – dal simpatizzante al militante, sino all’intera classe dirigente – sapranno parlare compatte ai cittadini e dar loro una proposta amministrativa di cambiamento credibile e autorevole.

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