Gervasoni: “Riforme priorità del Centrodestra”

Marco Gervasoni: “I nemici di Craxi sono gli stessi dell’attuale Centrodestra”.

Marco Gervasoni è professore di Storia contemporanea all’Università del Molise. Queste le sue riflessioni.

Sull’evento del Centrodestra di sabato scorso a Piazza San Giovanni. “È stata innanzitutto una manifestazione sicuramente ben riuscita. Persino Repubblica non ha avuto nulla da dire né sui numeri né su saluti romani e quant’altro. Anche perché i numeri sono chiari e perché di saluti romani non ce ne sono stati. È andata molto bene pensando che alcuni anni fa la Lega – seppur con il contributo importante di FdI e FI – non avrebbe potuto portare tante persone da tutta Italia e per di più a Roma.

Non solo. Piazza San Giovanni ha siglato il ritorno all’unità del Centrodestra. Fino a due mesi fa, un partito dei tre era al governo, gli altri due all’opposizione. Adesso è stata ritrovata l’unità. Il terzo punto saliente riguarda Berlusconi. La sua è stata una presenza molto importante ed ha segnato il riconoscimento di un passaggio.

Berlusconi non aveva mai riconosciuto ad altri la leadership del Centrodestra ed è invece successo. Poteva prendere altre strade, non era stato trattato bene da Lega e Fdi e invece ha scelto di partecipare. Non è quindi un’alleanza solo per Regionali ma si prospetta qualcosa di più strutturato”.

Sulle riforme costituzionali. “È dal 1987, quando seguivo il PSI di Craxi, che se ne parla e che lo sostengo. Già l’Italia degli anni 80′ ne aveva bisogno il Paese. Oggi potrebbe essere una soluzione. Ci sono mille forze però che cercherebbero di impedirlo. Anche solo l’elezione diretta del Presidente della Repubblica sarebbe un passo in avanti.

Per un governo di Centrodestra dovrebbe essere una priorità. Per Forza Italia è un cavallo di battaglia, poco tempo FdI raccoglieva le firme, per la Lega era previsto nella tanto agognata riforma del 2006. Oggi è ancora più necessario. Le ultime riforme costituzionali però non hanno fortuna.

C’è un forte conservativismo costituzionale. Io non credo che sia la più bella del mondo, ma ci sono tutte le forze della conservazione che la difendono – che non sono quelle conservatrici – perché questa gli consente di fare operazioni simil Giuseppe Conte. Una sorta di scudo protettivo. Senza riforme un sistema può saltare. Persino una svolta autoritaria oggi, stante la crisi del parlamentarismo, è meno impensabile rispetto a prima”.

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Su Bettino Craxi. “L’Italia, secondo me, i conti li ha fatti. Il Paese ha superato la damnatio memoriae costruita intorno a Craxi. Una grossa fetta dell’Italia ne darebbe un giudizio positivo. C’è invece una parte della classe politica che lo osteggia, soprattutto le forze giustizialiste come il M5S.

I postcomunisti hanno un senso della moralità molto basso ma recuperare lui è stato difficile perché nel frattempo è stato recuperato prima da FI poi, seppur in parte, dalla Lega. C’è poi un altro aspetto: dal 92′-93′ Bettino Craxi non ha taciuto. Sappiamo cosa ha scritto di Prodi e di D’Alema.

Craxi non è nemmeno recuperabile come Europeista. Aveva molti dubbi anche sul trattato di Maastricht. Scrisse negli anni degli interventi critici sull’Unione. È una figura complessa per la sinistra di oggi. La Lega lo sta timidamente riscoprendo. L’MSI aveva una posizione di modesta simpatia perché Craxi è stato il primo a invitare alle consultazioni l’MSI che prima ne era escluso. Fu ovviamente attaccato dal PCI e da Repubblica. È curioso notare come i nemici del Centrodestra di oggi siano gli stessi di Craxi. C’è una continuità in questo”.

Marco Gervasoni parteciperà il prossimo 7 novembre all’evento “Conformismo vs pluralismo”. Qui la sintesi del convegno.

Leggi l’intervista completa di Marco Gervasoni a Sei di Firenze se.

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