Un focolaio in Toscana di un super-batterio, resistente agli antibiotici. Si tratta del New Delhi metallo beta lactamase, abbreviato in Ndm.

Tra novembre 2018 e maggio 2018 sette ospedali toscani dell’area Nord-Occidentale hanno riscontrato l’infezione in 350 pazienti.

Marchetti (FI): “La Regione non solo non risponde a una mia interrogazione con cui avevo sollevato il problema delle infezioni nosocomiali in Asl Nord Ovest il 4 aprile 2019, ma adotta linee di indirizzo specifiche solo il 26 luglio”.

A diffondere la notizia un rapporto del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, massima autorità europea in tema di epidemie, pubblicato il 27 giugno scorso. Si tratta, spiega il rapporto, di un agente infettivo che preoccupa gli esperti, perché “non risponde alle nuove combinazioni di inibitori”.

Il batterio era stato isolato per la prima volta nel 2008 in un paziente svedese appena rientrato da una vacanza a Nuova Delhi, in India. In questi 11 anni aveva già dato vita a focolai, ma mai così ampio come l’attuale caso toscano.

“Il rischio di contagio da Ndm relativo a questo focolaio è probabilmente limitato a persone con recente esperienza di ricovero” si legge. Si mette in luce però che il focolaio “presenta un rischio di superamento dei confini e di ulteriore diffusione nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, in particolare per il fatto che l’area colpita è un’importante destinazione turistica“. L’infezione si contrae quasi sempre in ospedale ma – precisano gli esperti – potrebbe diffondersi anche altrove.

“Il contagio ha colpito tutti gli ospedali dell’azienda Asl Toscana Nord Ovest, ma non solo. E riguarda anche numerose Residenze per anziani e centri di riabilitazione” spiega Tommaso Bellandi, direttore della sicurezza del paziente per l’area vasta Toscana Nord Ovest. “Il Ndm ci pone problemi maggiori rispetto ad altri germi resistenti agli antibiotici, perché resiste anche a quelli di secondo livello”.

Solo il 26 luglio la Regione (per approfondire) si attiva. Emana un decreto dirigenziale contro la diffusione dell’Ndm.

Forza Italia chiede chiarezza

Sul ritardo della Regione Toscana interviene il consigliere regionale Maurizio Marchetti di Forza Italia. L’ex sindaco di Altopascio aveva chiesto dati sulle infezioni ospedaliere ad aprile. “Chiediamo di conoscere gli esiti delle rilevazioni dell’ultimo biennio, ospedale per ospedale e con particolare riferimento al Noa di Massa. Questo sarà utile anche a valutare l’efficacia delle politiche di contrasto e contenimento del fenomeno sin qui messe in campo dalla Regione” era la richiesta.

“Dall’Area vasta Nord Ovest della Toscana a fine maggio è emerso un dato allarmante sui contagi da superbetteri con presenza di enzima Ndm. A stretto giro una circolare ministeriale allerta tutta Italia del pericolo contagio che il 6 giugno scorso l’Istituto superiore di sanità definisce “alto” quanto a “diffusione tra le strutture sanitarie europee”, dato che “la presenza di un focolaio in una zona altamente turistica come la Toscana porta a un elevato rischio di trasmissione transfrontaliera” e specificando che “vista l’endemia di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi in corso in Italia, il rischio di diffusione di NDM-producing CRE viene considerato alto (e moderato per gli altri Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo)”.

“In questo scenario la Regione non solo non risponde a una mia interrogazione con cui avevo sollevato il problema delle infezioni nosocomiali in Asl Nord Ovest il 4 aprile 2019, ma adotta linee di indirizzo specifiche solo il 26 luglio scorso con decreto dirigenziale. Il tutto sotto un’impassibilità e un silenzio che ritengo inaccettabili. Per questo chiedo al governatore Rossi di riferire in aula al prossimo consiglio nell’ambito di un question time che ho appena depositato”.

“Ora mi spiego il perché della mancata risposta alla mia interrogazione in cui il 4 aprile scorso, a partire dagli eventi di contagio segnalati presso il Nuovo ospedale della Apuane a Massa, chiedevo che mi venisse dato conto di tutte le segnalazioni di focolai nei vari ospedali della Toscana. C’era un problema e a quanto pare lo si voleva sottacere.

Quando oggi sui quotidiani ho letto della diffusione in Asl Nord Ovest dell’enzima New Delhi metallo beta lactamase, Ndm, ho ripreso le fila della questione e sono risalito alla circolare con cui il Ministero segnala a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano il caso toscano chiedendo a tutti gli assessorati alla sanità di alzare la guardia. La Regione, però, non solo ha taciuto ma ha anche lasciato passare due mesi prima di emanare linee di indirizzo di prevenzione e contrasto. E io a questa nebbia sulla salute delle persone non ci sto e adesso chiamo Rossi in aula”.

Bisogna conoscere, conclude, “quale sia, allo stato, la diffusione effettiva delle batteriemie Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi produttrici di metallo-beta-lattamasi New Delhi negli ospedali della Toscana, presso quanti e quali ospedali siano emersi contagi del tipo in oggetto, il numero dei quanti pazienti oggetto di contagio e se, tra i contagiati, si siano eventualmente verificati esiti infausti destanti sospetto di nesso causale”. Marchetti chiede infine: “i motivi per i quali la Giunta regionale non abbia informato la popolazione di un accadimento che desta allarme in tutta Italia con rischio considerato moderato anche nei paesi Ue e dello spazio economico correlato”.

Per il Ministero l’emergenza e la diffusione di ceppi CRE-NDM destano “seria preoccupazione in quanto non sono suscettibili alle nuove combinazioni antibiotico-inibitori delle beta-lattamasi quali il ceftazidime-avibactam”. La Regione Toscana però ha taciuto sul problema. C’è qualcosa di ancor più grave: per due mesi non è intervenuta.

“Ndm, focolaio in Toscana: già 350 casi” ti è piaciuto? Compila questi campi per restare in contatto.

Lorenzo Somigli – da adesso in poi!

Annunci