Sono tornati i responsabili!

Tornano i responsabili. Tornano con una manovra di palazzo. Tornano per un unico scopo: sopravvivere. Servirà un’opposizione severa e senza sconti contro il governo più di sinistra della storia.

Di fronte al nascituro esecutivo giallorosso Forza Italia può e deve farsi promotrice di un’agenda liberale: meno tasse, meno Stato, riforma delle Istituzioni.

E infine l’impossibile è divenuto realtà. Perché si sa, la politica non è una scienza esatta e regala sempre sorprese. In questo caso, una pessima sorpresa. Non del tutto tale, però, se si pensa agli ammiccamenti, neanche troppo velati, tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che si sono scoperti uniti nel votare Ursula von der Leyen come nuovo Presidente della Commissione europea. Assistiamo, così, all’ennesimo ribaltone: corretto e incontestabile in punta di diritto costituzionale, ma ancora una volta frutto di un’operazione a tavolino elaborata alle spalle degli italiani. Una scaltra manovra di palazzo (per approfondire) – che contribuirà ad alimentare la disaffezione dei cittadini verso le istituzioni – concepita da partiti palesemente in crisi di consenso che con questo arrocco degno della Prima Re-pubblica tentano una missione disperata: sopravvivere.

Dietro, infatti, le auliche dichiarazioni d’intenti – guarda caso, la “chiamata alla responsabilità” coglie sempre chi è reduce da sonore batoste elettorali – si nasconde la più misera delle ambizioni: rientrare nelle stanze del potere dalla finestra, dopo essere già stati più volte accompagnati alla porta. Matteo Renzi ha rispolverato l’oratoria boriosa dei tempi migliori per giustificare l’ingiustificabile. Dopo aver trascorso anni a implorare gli italiani a votare per il Partito Democratico per arginare l’avanzata di quello che era bollato come populismo della peggiore specie, oggi indossa i panni del servitore dello Stato per spiegare che quei voti saranno usati per stringere un patto col diavolo. Nulla di cui meravigliarsi, considerato che l’ex Presidente del Consiglio aveva promesso di ritirarsi dalla vita politica in caso di sconfitta al referendum costituzionale di tre anni fa: una promessa durata il tempo di assicurarsi un seggio sicuro in Senato alle seguenti elezioni politiche. Dall’altra parte, Beppe Grillo ha deciso di tornare a interpretare i panni del comico indossando la maschera di Scilipoti: e allora quelli che fino a ieri venivano apostrofati con i peggiori epiteti, sono diventati amabili compa-gni di viaggio in questa ricerca della poltrona più comoda.

Si intravedono mesi difficili. La congiuntura internazionale è sfavorevole e la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non accenna a placarsi. Come ha detto giustamente Silvio Berlusconi dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica, si sta per insediare il governo più a sinistra della storia italiana (per approfondire). Contro questo esecutivo, che non ha nulla di nuovo ma sarà l’edizione più aggiornata del peggiore giacobinismo, del pauperismo statalista e dell’ambientalismo sensazionalista, andrà fatta un’opposizione severa e senza sconti. Forza Italia, che in questi mesi ha sempre mantenuto la rotta senza mai cedere ai toni populisti o ai richiami della poltrona, ha il compito di rilanciare l’azione di un Centrodestra (per approfondire) che deve riscoprire la sua anima liberale e liberista. Ripartendo da pochi ma fondamentali punti: meno spesa e meno tasse, ridurre il perimetro dello Stato, riformare le istituzioni.

“Sono tornati i responsabili!” ti è piaciuto? Compila questi campi per restare in contatto.

Lorenzo Somigli – da adesso in poi!

1 pensiero su “Sono tornati i responsabili!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.