Un anno bellissimo

A detta dell’ex Presidente doveva essere “un anno bellissimo” invece l’esperienza gialloverde termina prima del tempo. Adesso l’unica via percorribile, rispettosa del voto degli italiani è un governo di Centrodestra.

Dati alla mano non è stato un anno bellissimo e alla fine le contraddizioni di un governo anomalo hanno portato alla rottura definitiva.

“Sarà un anno bellissimo” diceva lo scorso febbraio l’ormai ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. E in un certo senso la profezia si è già avverata. Perché dopo mesi di litigi, retromarce e tentennamenti è finalmente terminata l’esperienza di governo di questa maggioranza improvvisata e innaturale. È finita nel peggior modo possibile. Nella maniera più scontata: con gli stracci volati in un Senato trasformato per l’occasione in un reality show – che ha registrato ottimi ascolti –, e il presidente del Consiglio ad imbastire un vero e proprio processo ai suoi ex compagni di viaggio, in particolare al ministro dell’interno. Nelle torride giornate agostane, è in sostanza andata in scena l’ennesima puntata di questo politainment perenne, che ormai ci ha abituato ad assistere agli spettacoli più imbarazzanti.

La posizione di Forza Italia

Nel corso di questi mesi, Forza Italia si è resa protagonista di un’opposizione responsabile, seria e mai chiassosa, avente come unico obiettivo il tentativo di migliorare i provvedimenti, spesso carenti nella forma e nella sostanza, scritti dal governo. Da segnalare anche l’impegno dei parlamentari toscani. Erika Mazzetti che aveva presentato una proposta di legge per gli scarti tessili. Il vice-capogruppo alla Camera Stefano Mugnai, coordinatore regionale, per far luce sui fatti del Forteto; dal 4 settembre – crisi permettendo – partiranno i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta.

Allo scoppio della crisi, e anche dopo le dimissioni di Giuseppe Conte, la posizione di Forza Italia è sempre stata la medesima, con grande rispetto delle istituzioni e senso dello Stato, senza ripensamenti o sotterfugi: l’unica opzione possibile è il ritorno al voto o, tutt’al più, la possibilità di costituire un esecutivo di centrodestra. Al contrario, in questi giorni, le fake news sulla posizione del partito e dei suoi parlamentari si sono sprecate. Chi scriveva di un Berlusconi pronto a sedersi al tavolo con Di Maio e Zingaretti. Chi parlava di un partito spaccato tra responsabili e fautori del voto immediato. Chi sosteneva che ci sarebbero già delle “poltrone” pronte nel nuovo esecutivo per alcuni “azzurri”. Nulla di tutto questo si è rivelato veritiero, e il discorso di Silvio Berlusconi dopo le consultazioni ha messo a tacere anche le malelingue più ostinate.

Costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani. Qualora non fosse possibile, la strada maestra è una sola: elezioni anticipate. Questo è il suggerimento formulato al capo stato in cui Forza Italia ripone massima fiducia per le scelte che riterrà di fare.

Un governo di Centrodestra per l’Italia

La verità è che, invece, in altri partiti del Centrodestra, c’è chi continua ad ammiccare – neanche tanto velatamente – nei confronti del Movimento 5 Stelle. È necessario invertire la rotta e mettere in soffitta, una volta per tutte, questa turbolenta – ma fortunatamente breve – stagione politica per ridare una casa, quella del centrodestra, agli italiani. All’interno di questa casa, Forza Italia non può essere trattata come un ospite indesiderato da liquidare al più presto, ma come un partito che è stato fondatore del Centrodestra e rimane fondamentale per rappresentare l’area moderata dell’elettorato. Ipotesi di partiti unici o liste uniche, oltre ad essere palesemente provocatorie, mancano di rispetto verso una storia ventennale fatta per lo più di grandi vittorie e governi credibili. Il Centrodestra deve ripartire unito, con umiltà e coraggio, valorizzando e rispettando le anime al proprio interno. Solo così può tornare ad essere un punto di riferimento nella vita politica del Paese.

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Lorenzo Somigli – da adesso in poi!

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