Digitale, un’opportunità non sfruttata

In un contesto globale la digitalizzazione rappresenta un aspetto determinante per la competitività delle aziende. Sono ancora pochissime quelle che hanno le competenze adatte.

Da più parti è indicato come un fattore che concorre ad aumentare la produttività.

Il digitale resta un’incognita per le imprese italiane. Secondo il Rapporto annuale Istat circa l’80% delle aziende italiane non possiede le competenze digitali. Si tratterebbe però di un settore in grado di offrire nuove opportunità occupazionali, soprattutto per i più giovani.

Nel dettaglio. L’80% delle aziende difetta di competenze, il 15,9% circa si limita al web, solo il 4,7% ha un elevato livello di digitalizzazione. È un deficit che rischia di penalizzarle al confronto con quelle di altri Paesi e di portarle inevitabilmente a scomparire.

Sono quindi pochissime le aziende ad alto capitale umano e fisico e ad alta digitalizzazione. Tra l’assenza di digitale e la sua assimilazione c’è un universo di imprese che sarebbero ben disposte a passare al digitale ma faticano a percepirne i benefici.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, tanti sono i fattori che possono facilitare il passaggio al digitale. Agevolazioni, finanziamenti e incentivi fiscali prima di tutto. A seguire l’implementazione delle infrastrutture o la connessione con la banda ultra larga.

Un’opportunità. Per sfruttarla occorre però che managment, lavoratori e istituzioni siano preparati ad accoglierla. Altrimenti da potenziale opportunità si converte in rischio assoluto. Un altro aspetto problematico: come far sì che unità produttive piccole con limitate risorse economiche e manageriali, la maggioranza di quelle italiane, vi acceda senza che sia un investimento troppo dispendioso?

La transizione verso il digitale porta inevitabilmente all’erosione di alcuni posti di lavoro e alla scomparsa di altri. È una sfida, una sfida a ripensare il proprio modo di produrre. Crea nuovi spazi, nuove figure professionali, nuovi mercati e nuove sfide. Secondo una ricerca condotta da Talent Garden nel 2018 erano 350 mila in Italia le posizioni aperte nel digitale. Il sociologo Domenico De Masi a Millenials: “Abbiamo al momento circa 1/3 di operai, 1/3 di impiegati e 1/3 di creativi, nel prossimo futuro avremo un 50% di creativi, un 25% di operai e un 25% di impiegati. Ci sarà una rivoluzione profonda nella composizione della forza lavoro”.

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Lorenzo Somigli – da adesso in poi!

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