La sanità toscana viene spesso citata come modello virtuoso per le altre regioni d’Italia: ma è davvero così?

In verità, la realtà non è esattamente trionfale come vorrebbe lo storytelling del presidente Enrico Rossi.

Al contrario, una doccia gelata è già arrivata nei primi giorni di quest’anno: nel mese di gennaio, infatti, la Toscana è stata esclusa dal gruppo di regioni usate come riferimento nel calcolo dei parametri ottimali per la spesa sanitaria nazionale.

Una sorpresa? Non proprio. Negli ultimi anni, più volte, Forza Italia e e forze di opposizione in consiglio regionale avevano segnalato i passivi di bilancio che sono stati puntualmente minimizzati o ridotti a mera propaganda. Invece la realtà ha presentato il conto mediante un atto molto grave: il governo ha avviato una procedura di diffida, già comunicata ad Enrico Rossi, per la mancata copertura delle perdite dalla sanità toscana.

Stefano Mugnai e Maurizio Marchetti – rispettivamente ex consigliere, ora senatore, e consigliere capogruppo di Forza Italia in regione – avevano ampiamente previsto questo epilogo: “Questo è uno di quei casi in cui dover ricordare ‘ve l’avevamo detto’ non ci fa piacere – riflettono Marchetti e Mugnai – perché a rimetterci sono i toscani. Certo è che questa davvero è la pietra tombale sulla leggenda della sinistra che proponeva la sanità toscana come virtuosa e modello per tutte le altre, vessillo su cui si è costruita larga parte del consenso elettorale degli ultimi decenni. Purtroppo la verità è che il sistema salute è stato piegato alla ragion politica di Pd e sinistre a discapito dei servizi, e oggi va a picco insieme con loro. Lo squilibrio di liquidità diviene strutturale, mentre Rossi e Saccardi fanno i pianisti sul Titanic di una Toscana ancora una volta fuori dalla premialità nel riparto del fondo nazionale riservata alle migliori”.

La sanità toscana, dunque, perde terreno nei confronti delle regioni virtuose: le criticità sono numerose, come ha spesso evidenziato Forza Italia mediante Maurizio Marchetti. In primo luogo, sussiste un’ormai cronica carenza di personale. Mancano 500 infermieri in maniera strutturale nell’ASL Toscana Nord-Ovest, con gravi criticità che si ripercuotono in particolare sull’ospedale San Luca di Lucca e sull’ospedale delle Apuane di Massa. Tuttavia, l’ASL ha assunto solo 50 unità per due mesi più 20 operatori socio-sanitari. In secondo luogo, anche l’ASL Toscana Centro sta affrontando una situazione di grande disagio, in particolare al Torregalli: come denunciato anche dall CISL, i servizi e il personale sono ai minimi storici, e la struttura necessita interventi urgenti.

L’eredità che Enrico Rossi lascia alla sanità toscana è decisamente negativa, ma molto probabilmente il presidente è troppo impegnato ad attuare la legge per i diritti samaritani per occuparsi delle reali emergenze dei toscani.

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Lorenzo Somigli – da adesso in poi!

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