Mercoledì 3 luglio, nella piacevole cornice del Gran Hotel Minerva di Firenze, si è svolta la presentazione del libro Notre-Dame brucia. L’autodistruzione dell’Europa, organizzata dal circolo cittadino di Nazione Futura.

Alla presenza dei coordinatori Lorenzo Somigli e Graziano Davoli, l’autore Giulio Meotti ha esposto le principali tematiche descritte nell’opera, dialogando con il pubblico e toccando gli argomenti più importanti dell’attualità.

In primo luogo, è stato affrontato il significato simbolico di quanto accaduto a Parigi: il fuoco che h distrutto Notre-Dame ha scosso, e per certi versi risvegliato, le coscienze dormienti degli europei. Il progetto d’integrazione europea attraversa una fase di crisi ormai cronica che perdura dai primi anni Duemila e l’Occidente sembra ripiegato in un circolo vizioso di sensi di colpa e inferiorità.

Il multiculturalismo, che fino a qualche anno fa sembrava un destino non solo inevitabile ma anzi un’opportunitàper l’Occidente, si è rivelato un cavallo di Troia. Deviato dal politicamente corretto, il multiculturalismo non è riuscito né a integrare né a garantire almeno una parità fra le culture, sfociando anzi in un’ipocrita iper-tolleranza.

Meotti ha giustamente citato gli esempi delle banlieu parigine e dei quartieri-ghetto belgi di Molenbeek, nei quali hanno potuto proliferare indisturbati i germi dell’odio, dell’antisemitismo e del fanatismo islamico. Il fenomeno migratorio ha aggravato la spaccatura sociale e esacerbato gli antagonismi politici.

La narrazione main stream si è adagiata sulla propaganda dell’accoglienza indiscriminata senza se e se ma, spesso tacciando di razzismo chiunque si opponesse, anche in modo moderato, a questo approccio. Il problema è che una politica fatta solo di numeri e statistiche, ma che non sa cogliere e vivere la realtà del cittadino comune, è destinata a fallire: così si spiega l’onda che ha travolto i partiti tradizionali pressoché in tutto il continente, e che ha colpito in particolare i partiti storici social-democratici.

L’autore ha posto l’accento su questa décle dei partiti socialisti, facendo notare solo come in Spagna – in virtù dell’istituto costituzionale della sfiducia costruttiva che consente un cambio di governo “in corsa” – i socialisti siano al potere. Nei principali Paesi europei, compresa l’Italia, abbiamo assistito ad una reazione nei confronti del politicamente corretto e delle ricette globaliste che ha portato al governo nuove formazioni e alleanze di centro-destra – e in alcuni casi, di destra-centro. Meotti, infine, si è soffermato sull’altro grande problema che interessa il continente europeo e, in particolare, l’Italia: il costante calo demografico. Una civiltà senza identità e in deficit demografico è destinata ad andare in frantumi. Ecco perché la questione dell’identità e delle radici diviene così centrale non solo nell’agone politico, ma anche per la sopravvivenza di una civiltà che ormai stenta a definirsi cristiana.

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