Le primarie delle idee: per una nuova Forza Italia

Non poteva giungere in un momento migliore la scelta dei nuovi coordinatori di Forza Italia, Mara Carfagna e Giovanni Toti.

Adesso in Forza Italia si apre una fase nuova. Per tornare in sintonia con l’elettorato che ha visto nei sovranista una risposta è necessario aprire nuovi spazi di dialogo all’interno ed assumere posizioni più riconoscibili.

Dopo il deludente risultato delle elezioni europee, Silvio Berlusconi ha voluto lanciare un segnale forte per il rilancio di Forza Italia, individuando Mara Carfagna e Giovanni Toti come nuovi coordinatori del partito. A loro il compito di individuare un percorso in grado di ri-sintonizzare il partito con gli Italiani. È possibile sin d’ora compiere alcune riflessioni che siano di buon auspicio per il lavoro dei coordinatori.

La personalizzazione della politica, declinata in leadership forti sia a livello di partiti che di governi, è ormai un dato acquisito. Tuttavia, accanto alla richiesta di primarie per legittimare dal basso una nuova classe dirigente, è evidente che le primarie delle idee dovrebbero avere un ruolo altrettanto fondamentale per ridefinire l’identità del partito. Al di là della leadership, infatti, il grande rebus dell’attuale Forza Italia è la sua collocazione rispetto alle principali fratture socio-economiche che caratterizzano lo scontro politico. In sostanza è assolutamente prioritario, affinché il piano di rilancio del partito non diventi una semplice operazione di maquillage, che iscritti e simpatizzanti creino spazi duraturi di confronto, discussione e condivisione delle idee in grado di dare le coordinate all’azione del partito.

Ad esempio, su una tematica di primaria importanza come il rapporto con l’Unione Europa, la posizione di Forza Italia di netta opposizione all’area sovranista non ha giovato né è stata compresa dagli elettori. Ciò non significa, per contro, farsi dettare l’agenda dagli euroscettici più esagitati, bensì tornare ad elaborare, soprattutto a livello culturale, proposte più consone all’attuale momento storico. L’ostinata quanto inutile difesa aprioristica dell’operato di Bruxelles è il modo migliore per trascinare il partito nell’anonimato. Forza Italia non deve temere di essere severa nei confronti di proposte ai limiti del ridicolo – come i recenti mini-bot – o verso provvedimenti purtroppo già approvati– come il reddito di cittadinanza –, e altrettanto severa verso concezioni illiberali che immaginano l’Unione europea come un moloch centralistico e tecnocratico.

Ben venga, dunque, una nuova stagione di riflessione e di apertura al dialogo purché, ovviamente, non sfoci in una sorta di rissa permanente o di psicodramma in stile PD. Mara Carfagna e Giovanni Toti sono personalità d’esperienza che possono innescare un confronto costruttivo e franco, basato su merito e partecipazione, in grado di restituire agli Italiani un’area politica che rimane comunque importante nella famiglia del centrodestra.

A Firenze, grazie anche all’iniziativa del consigliere di Forza Italia Jacopo Cellai, è stato creato il coordinamento unico del centrodestra in Consiglio comunale: è un segnale che vogliamo dare alla città ma anche alla regione in vista delle elezioni del prossimo anno. Un appuntamento molto importante al quale Forza Italia e tutto il centrodestra non devono arrivare impreparati o disuniti.

Lorenzo Somigli

Rispondi