Dopo la pausa elettorale riprende l’attività dell’associazione culturale Nazione Futura di Firenze.

Ho il piacere di invitarvi mercoledì 3 luglio, alle ore 18:00 presso il Grand Hotel Minerva, dove Giulio Meotti presenterà il suo ultimo libro “Notre-Dame brucia. L’autodistruzione dell’Europa”. Insieme a me ci saranno anche Graziano Davoli e il presidente di Nazione Futura, Francesco Giubilei.

Giulio Meotti è laureato in Filosofia all’Università di Firenze; giornalista, scrive sul quotidiano Il Foglio dal 2003 e per numerosi media internazionali, come Wall Street Journal, Jerusalem post, Yedioth Ahronoth, Gatestone Institute. Da sempre, è particolarmente attento alle tematiche riguardanti Israele – di cui è un fiero sostenitore – l’Islam, e l’Europa. Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali “La fine dell’Europa” e “La tomba di Dio. La morte dei cristiani d’Oriente e l’abbandono dell’Occidente”.

L’evento sarà dunque un’occasione per dibattere di identità, Unione Europea e religione: temi politicamente divisivi, come hanno dimostrato anche le recenti elezioni europee, ma che devono essere necessariamente approfonditi andando oltre i luoghi comuni e la propaganda, mediante un approccio più realista e pragmatico.

L’incendio di Notre-Dame è stato un evento che ha scosso le coscienze di credenti e non, e ha inevitabilmente riacceso la discussione sulle radici dell’Europa e sull’identità comune europea. Di seguito, un brano tratto da libro di Giulio Meotti:

“L’Europa sta andando in fumo come l’impalcatura di Notre-Dame, quella “impalcatura della civiltà” di cui parlava lo scrittore Paul Bowles. I francesi quella sera hanno pianto, mentre un grande incendio stava per distruggere la grande cattedrale di Parigi. Ma cosa piangevano? La fine di un capolavoro artistico? Di una opera architettonica? O forse di una parte di loro stessi, l’immagine di una civiltà post-cristiana in frantumi? La civiltà è sempre un paradosso. Anche se ha radici profonde, soltanto un sottile rivestimento la separa dal caos. E una civiltà senza identità e demografia come la nostra non ha futuro e si sbriciola come la guglia di Notre Dame. È il nostro mondo di domani. Un mondo senza bambini, di immigrazione e di crisi della civiltà. Possiamo ricostruire il World Trade Center. Non possiamo ricostruire Notre-Dame”.

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