Ampliamento dell’aeroporto. Una grande occasione persa

“L’era delle alleanze infrastrutturali”. Così l’ha definita uno dei più famosi politologi, Parag Khanna, che nelle sue ultime opere ha analizzato i grandi cambiamenti sociali, politici ed economici che stanno investendo i Paesi dell’est asiatico. Quando pensiamo alle infrastrutture, subito ci vengono in mente autostrade e ferrovie: in verità, il mondo si sta muovendo ad una velocità ancora maggiore. Le parole d’ordine, infatti, sono interdipendenza e interconnessione: i Paesi cercano convergenze che vadano oltre i propri confini nazionali. Reti di produzione, logistica e trasporto, cablaggi di internet a fibra ottica, stanno mutando non solo le infrastrutture fisiche ma anche quelle digitali e istituzionali. Ci stiamo avviando verso una nuova fase della globalizzazione.

E l’Italia? Le nostre classi dirigenti, purtroppo, stanno ancora sfogliando la margherita della TAV, perse tra fantomatiche analisi costi-benefici e una dannosa melina provocata dai bisticci giallo-verdi. Non è questo il clima di cui ha bisogno il Paese. Non si può continuare a dire “no” a tutto e a tenere in ostaggio l’Italia in una sorta di campagna elettorale permanente. Le infrastrutture sono indispensabili per tornare a crescere: mentre altri Paesi sono da tempo già pronti a sfruttare le opportunità offerte dalla quarta rivoluzione industriale, in Italia non si riesce neppure ad ampliare un aeroporto.

Infatti, lo scorso 27 maggio il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato dai sette sindaci (espressioni del Partito Democratico o del centrosinistra) della piana fiorentina – Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa, Prato – contro l’aeroporto di Firenze e ha bocciato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale. La conseguenza immediata di questa pronuncia è che l’ampliamento della pista di Peretola è bloccato e rende nullo l’ok ai lavori – che sarebbero dovuti iniziare ad ottobre – arrivato all’inizio di quest’anno dalla Conferenza dei Servizi. 

La Regione e Toscana Aeroporti, la società che si occupa dello scalo, hanno annunciato ricorso al Consiglio di Stato, ma ci vorranno anni. Nel frattempo, a essere bloccato è lo sviluppo economico non solo dell’area fiorentina, ma di tutta la Toscana. L’opera poteva rappresentare un’opportunità irripetibile per rilanciare l’aeroporto e offrire finalmente un servizio moderno a passeggeri che troppo spesso sono costretti a cambiare i propri piani a causa dell’inefficienza dello scalo. Senza dimenticare, ovviamente, i migliaia di nuovi posti di lavoro che si sarebbero potuti creare. Eppure, incredibilmente, c’è chi brinda per questa occasione persa: nel mondo che si muove alla velocità di un click, l’Italia continua a essere una tartaruga.

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